Nel anno 2022 la Regione Umbria – Direzione Regionale Risorse, Programmazione, Cultura e Turismo ha promosso l’avviso pubblico per la selezione degli interventi da ammettere a finanziamento, seguendo le indicazioni fornite dal Ministero della Cultura e condivise con tutte le Regioni, al fine di dare attuazione all’Investimento 2.2 del PNRR “Turismo e Cultura” (M1.C3) dedicata alla “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”, in questo ambito la Fondazione Pietro Piccolomini – Febei, ha voluto cogliere l’opportunità offerta partecipando al bando suddetto, presentando un progetto di “Restauro conservativo e recupero funzionale, con interventi di manutenzione della Chiesa di San Giorgio”, struttura annessa alla Residenza Protetta che ospita anziani bisognosi di cure.
Con Determinazione Direttoriale n. 12111 del 21/11/2022 il Progetto è stato ammesso al finanziamento.
In ottemperanza alle finalità della misura economica messa a disposizione dalla Regione Umbria finanziata dall’Unione europea – NextGenerationEU e gestita dal Ministero della Cultura, l’intervento ultimato restituisce alla collettività il bene, prima degli interventi sottoutilizzato, favorendo un uso legato sia alla Residenza Protetta che ad una fruizione religiosa, culturale e turistica legata al mondo rurale, che svolge un ruolo importante nella comunità locale per la conoscenza e la memoria.

Il complesso immobiliare edificato nel 1671, su probabili preesistenze (Villa Sancti Iorii, rif. E.Carpentier – “Orvieto a la fin du XIII° siècle”), da Giovanni Battista Febei Uditore di Spagna e Vescovo di Acquapendente (Orvieto 1623 – Acquapendente 1688), fu condotta a termine da Francesco Maria Febei, Arcivescovo di Tarso, Commendatore di S. Spirito e dei S. Severo e Martirio (Orvieto 1616 – Roma 1680). L’edificio è costituto da una villa patrizia, tardo rinascimentale, con due piani ad uso abitativo, servizi e dipendenze al piano seminterrato. L’Opera costruttiva è a cura dell’Architetto romano Giovanni Tomaso Ripoli (Frate Agostiniano dell’Ordine del Santo Spirito in Sassia), “Maestro” di fiducia della famiglia Febei, a lui possiamo attribuire tutte le “fabbriche architettoniche” promosse dai Febei nella seconda metà del XVII° sec., da rilevare che in Orvieto nel 1662, Ripoli, seguiva la sistemazione di Palazzo Febei (già Cohelli), diventato poi sede dell’Accademia dei Risvegliati, di cui Francesco Maria ne fu fondatore. Nel 1893 infine, la Contessa Maria Cristina Piccolomini Febei (1834 – 1905), primogenita figlia di Pietro Piccolomini Febei (1802-1860), completava i lavori bonificando ed abbellendo il possedimento.

L’impianto principale della villa consta di un volume rettangolare con copertura a due falde arricchito agli angoli da “torrette” quadrate coperte a padiglione, che sulla facciata principale si “staccano” dalla linearità del prospetto, andandolo ad incorniciare ed a impreziosire, contrapponendosi con eleganza al corpo scala in pietra posto centralmente, che si divide poi in due opposte rampe.

Sul lato sinistro del prospetto principale è posto l’ingresso della piccola Chiesa, oggetto dell’intervento, dedicata a San Giorgio, risulta accorpata nella struttura principale, andando a porsi in maniera angolare sul fianco esterno delle “torrette” di spigolo, lasciando la stessa leggibile solo sul prospetto anteriore.

L’edificio religioso a navata unica, pur nella sua integra semplicità e linearità costruttiva, risulta di interessante aspetto architettonico. Come elemento decorativo è presente all’interno un affresco/pittura murale, mentre all’esterno nel timpano si trova stemma lapideo della famiglia nobiliare Piccolomini.

Entrando nella chiesa, ci troviamo di fronte un altare ligneo, tardobarocco, decorato a finto marmo, sormontato dalla stemma Piccolomini che incornicia una pala d’altare che raffigura la Resurrezione di Cristo, ed al contempo nella parte inferiore l’Assunzione della Vergine.

Antecedentemente ai lavori di restauro, lo stato dell’immobile presentava infiltrazioni dal tetto, per probabile deterioramento delle impermeabilizzazioni, sulle murature perimetrali, sia internamente che esternamente, si registravano poi zone con forte umidità di risalita con distacco di intonaco. Venivano quindi identificati numerosi interventi di manutenzione, che si andavano ad aggiungere al rifacimento ed adeguamento di impianti e reti di servizio.

La decisione da parte del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, di eseguire tali interventi, si è coniugata poi con la volontà di operare per un miglioramento generale delle condizioni e del livello qualitativo dell’intero complesso.
Gli interventi nello specifico hanno interessato: la manutenzione e la riparazione del manto di copertura, il restauro della facciata esterna, il restauro infissi esterni, l’intervento di deumidificazione delle pareti perimetrali interne, il restauro delle cornici interne, pulizia e restauro dei marmi e pietre interni, il restauro degli infissi interni recuperabili e nuovi infissi interni, il consolidamento del solaio della sacrestia, tinteggiature interne, nuova pavimentazione del piano terra, sostituzione impianto di riscaldamento con sistema radiante a pavimento, adeguamento impianto elettrico ed infine abbattimento barriere architettoniche per l’accesso alla Chiesa.

Nell’ambito della valorizzazione e mantenimento del bene storico, in corso d’opera, è stato deciso di effettuare un ripristino estetico dell’altare ligneo decorato a finto marmo, attraverso un intervento di restauro, nonché di mettere in sicurezza l’altare in pietra che poggiava in maniera posticcia su alcune pietre che erano scarti non utilizzati nella costruzione del Duomo.
Tutti gli interventi sono stati realizzati nel rispetto del principio del DNSH (Do No Significant Harm ), che prevede che gli interventi previsti dai PNRR nazionali non arrechino nessun danno significativo all’ambiente.